Scrittrice apprezzata per i suoi libri di cucina e lifestyle, esperta di buone maniere, ma anche volto della televisione, Csaba dalla Zorza è considerata la signora dell’arte del ricevere. A lei Valverde ha affidato la rappresentazione di 5 tavole da sogno.

Partiamo proprio da qui: come è nato il progetto curato insieme ad acqua Valverde di rappresentare 5 tavole in 5 scatti, una per ogni stagione più il Natale?

Circa un anno fa Valverde mi ha stato proposto il progetto “Dress the table” con l’idea di portare in tavola l’eleganza della loro bottiglia in vetro. Ho accettato quella che poteva apparire una sfida, non solo perché apprezzo molto le doti organolettiche di quest’acqua, ma anche perché la bellezza della bottiglia mi dava la possibilità di ambientarla in un contesto di casa curato, in linea con il mio stile. Così sono nate cinque tavole diverse, fotografate dalla bravissima Stefania Giorgi, una per stagione più quella di Natale, unite dalla bellezza visiva e caratterizzate dall’uso nei diversi periodi. Ad esempio, per l’estate l’ho immaginata all’aperto, preparata per 10 persone. Mentre per l’autunno ha una veste più intima e semplice, più adatta al periodo.

Lei ha vissuto in posti meravigliosi e diversi tra loro, da Tokyo a Parigi, dal Brasile alla Costa Azzurra: c’è un fil rouge che unisce l’arte di preparare una tavola bella come un quadro?

Una tavola non è un quadro: al contrario, è qualcosa da usare, quotidianamente, non da ammirare. Ogni Paese ha le sue tradizioni, ma anche i suoi oggetti – in Giappone non si utilizzano forchette ma bacchette, in America la tovaglia in tessuto, che per noi è quotidianità, si sceglie solo in alcune occasioni. La bellezza va cercata nel dettaglio, nella pulizia e nell’ordine. Una tavola bella è quella che sa trasmettere un’emozione. Si può trovare il bello anche in una semplice foglia di palma che fa da piatto per del riso, come ho visto in Brasile.

Cosa rende bella una tavola?

Basta davvero poco. E non si deve credere che solo quello che è costoso possa ottenere quest’effetto. E’ accessibile a tutti, perché è una questione di gusto e di dettagli, non di prezzo. E deve essere funzionale, perché è inutile avere un grande centrotavola se poi manca lo spazio per i vassoi da portata previsti dal menù. Il bello nasce dall’ordine e dalla disciplina, è il frutto di una piccola fatica. E’ il non accontentarsi, un po’ come nel vestire. E’ una ricerca, in grado di regalare grandi soddisfazioni, visive ma non solo, perché è anche rispetto di noi stessi e del cibo che mangiamo, di chi l’ha preparato.

La leggerezza di acqua Valverde, un’acqua minimamente mineralizzata che nasce da una sorgente purissima, è perfetta quindi per ogni stagione? Per accompagnare ogni portata esaltandone il sapore?

Io la utilizzo a casa e la trovo giusta per ogni stagione e per ogni portata. Il fatto che si possa scegliere gassata, leggermente gassata e naturale permette una scelta adatta a ogni pietanza, potrei suggerire l’etichetta magenta (frizzante) per accompagnare piatti con più grassi, così come quella con etichetta verde acido (leggermente frizzante) può essere più primaverile. Personalmente prediligo la naturale (etichetta azzurra), ma è una questione di gusti.

Parlando di dress the table, quanto è importante la bellezza delle bottiglie Valverde?

Per me la tavola è qualcosa da curare con grande amore e non metterei mai sulla mia tavola una bottiglia qualsiasi. Quella disegnata da Matteo Thun è una bottiglia molto elegante, discreta ma al tempo stesso presente. Trovo che si possa utilizzare con apparecchiature diverse senza timore di rovinare l’effetto, ma aggiungendo invece eleganza all’insieme.

Per non parlare del fatto che Valverde è in vetro, quindi non solo elegante ma perfetta anche per un discorso di sostenibilità. Quale magia racchiude il vetro? La trasparenza quale tocco in più può dare alla tavola?

Il vetro fa parte della tavola, è una necessità, proprio come i bicchieri. Si può sostituire solo, e in particolari occasioni, con la ceramica o metalli come l’argento, ma nulla comunica purezza come il vetro. Inoltre, fattore molto importante, il vetro è ecologico, sostenibile e riciclabile grazie al vuoto a rendere. Un tema che mi sta molto a cuore e valore centrale di quest’acqua minerale di sorgente che non a caso viene imbottigliata solo in vetro. E che arriva a domicilio tramite un servizio comodissimo, come si faceva una volta. Tra l’altro, è così leggera da essere perfetta anche per il thé.

François de La Rochefoucauld ha detto: la felicità sta nel gusto e non nelle cose. Si è felici perché si ha ciò che ci piace, e non perché si ha ciò che gli altri trovano piacevole”. Concorda?

Assolutamente sì. La bellezza certamente non dà la felicità, ma trasmette un senso di armonia e serenità che va oltre la pura rappresentazione, e che si apprezza soprattutto nella semplicità.

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